Link Rapidi



UFFICIO STATO CIVILE

Comune di Castellana-Grotte - Via Marconi, 9

ORARIO INVERNALE
dal lunedì al venerdì: 9.00 / 12.30
martedì e giovedì: 16.00 / 17.00

ORARIO ESTIVO
dal lunedì al venerdì: 8.45 / 12.45
martedì: 16.00 / 18.00

CONTATTI
statocivile@comune.castellanagrotte.ba.it
080 4900215
080 4963040

Ufficio di Stato Civile

Nascita

Denuncia di nascita:

Il sistema giuridico italiano stabilisce due tipi di filiazione:

  • legittima, quando il bambino nasce dall’unione di due persone unite tra loro da vincolo di matrimonio valido;
  • naturale, quando il bambino nasce dall’unione di due persone che non sono coniugate tra loro.

Al bambino viene attribuito il cognome del genitore che per primo lo riconosce, se il riconoscimento è reso da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del  padre.

Come: la dichiarazione di nascita è resa da uno dei genitori, da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dall’ostetrica (questi sono i soggetti quando il bambino non viene riconosciuto da nessuno dei genitori) o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l’eventuale volontà della madre di non essere  nominata. La persona che rende la dichiarazione deve presentarsi munito di attestazione di nascita, contenente le generalità della puerpera, nonché il nome del comune, dell’ospedale, o di altro luogo dove è avvenuta la nascita, il giorno e l’ora della nascita e il sesso del bambino.

Dove:

  • entro tre giorni presso la Direzione Sanitaria dell’Ospedale o della Casa di Cura in cui è avvenuta la nascita. In questo caso la dichiarazione di nascita, è  trasmessa, unitamente all’attestazione di nascita, ai fini della trascrizione, dal direttore sanitario all’ufficiale dello stato civile del comune nel cui territorio è situato  il centro di nascita o, su richiesta dei genitori, al comune di residenza degli stessi, nei dieci giorni successivi alla nascita.
  • entro dieci giorni innanzi l’ufficiale dello stato civile del comune ove è avvenuto il parto o presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza dei genitori (in  questo ultimo caso la facoltà è esercitabile soltanto dai genitori).

N.B.: Nel caso di diversa residenza dei genitori, il neonato seguirà sempre la residenza della madre.

 

Attribuzione del nome: art. 34 D.P.R. 396/2000

Esiste il divieto di imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o una sorella vivente, cognomi come nomi, nomi ridicoli o vergognosi, o che  facciano intendere l’origine naturale. Al neonato deve essere imposto un solo nome che deve corrispondere al sesso, e che potrà essere composto anche da più elementi, non superiori a tre. Il nome imposto, anche se comprensivo di più elementi, sarà quello che dovrà essere indicato in tutte le certificazioni di anagrafe e stato civile.

 

Riconoscimento dei figli naturali alla nascita

Il riconoscimento è una dichiarazione volontaria di entrambi i genitori, o uno di essi, con la quale si stabilisce la paternità e la maternità di un figlio.
Come: presentandosi presso l’Ufficio di Stato Civile, per formulare l’atto di riconoscimento contestualmente alla denuncia di nascita.

 

Riconoscimento dei figli naturali successivo alla nascita

Se il figlio è stato già riconosciuto da un genitore, lo stesso deve dare il suo assenso sottoscrivendo l’atto. Il riconoscimento è annotato a margine dell’atto di  nascita del riconosciuto. Se il figlio è minore ed è già stato riconosciuto dalla madre, dopo il riconoscimento paterno, i genitori, se vogliono, fanno domanda diattribuzione del cognome paterno al Tribunale dei Minori, unendo alla domanda copia integrale dell’atto di riconoscimento.
Come: presentandosi presso l’Ufficio di Stato Civile, per formulare l’atto di riconoscimento e contestualmente presentare istanza per l’eventuale attribuzione del nuovo cognome.

 

Riconoscimento prima della nascita

È possibile riconoscere un figlio anche prima della nascita.
Questo può avvenire ad opera della sola madre, ad opera del solo padre successivamente al riconoscimento materno, ad opera di entrambi (sempre che al  momento del riconoscimento abbiano compiuto i 16 anni di età). Non è invece consentito il riconoscimento del nascituro da parte del solo padre, cosa che è vietata dal nostro ordinamento.
Come: rivolgendosi presso l’Ufficio di Stato Civile del comune di residenza della madre producendo un certificato medico dal quale risulti lo stato di gravidanza.

 

Indicazione sul nome art. 36 D.P.R. 396/2000

A chi è stato attribuito alla nascita, prima della data di entrata in vigore del presente regolamento, un nome composto da più elementi, anche se separati tra loro,  può dichiarare per iscritto all’ufficiale dello stato civile del luogo di nascita l’esatta indicazione con cui, in conformità alla volontà del dichiarante o, all’uso fattone, devono essere riportati gli elementi del proprio nome negli estratti per riassunto e nei certificati rilasciati dagli uffici dello stato civile e di anagrafe.

Come:

  • la sottoscrizione della dichiarazione non è soggetta ad autenticazione ove presentata unitamente a copia fotostatica, non autenticata, di un documento d’identità del sottoscrittore. L’istanza e la copia fotostatica del documento d’identità possono essere inviate per via telematica o a mezzo posta o via fax.
  • la dichiarazione medesima è annotata senza altre formalità nell’atto di nascita.

N.B.: non è consentito invertire l’ordine dei nomi né di scegliere, ad esempio, il secondo eliminando completamente il primo.

Riguardo al cognome sono necessarie alcune considerazioni:
L’art. 33 D.P.R. 396/2000, dopo aver previsto che il figlio legittimato assume il cognome del padre, stabilisce che, se maggiorenne, entro un anno da quando ne venga a conoscenza, possa decidere di mantenere il cognome che aveva e di aggiungere o anteporre ad esso quello del genitore che lo ha legittimato.

 

 

Matrimonio

Con il termine matrimonio si intende sia l’atto che costituisce il vincolo sia il rapporto giuridico che deriva da tale atto: riguardo al primo aspetto hanno rilevanza i requisiti per contrarre matrimonio, le forme di celebrazione, le eventuali invalidità e le impugnazioni, mentre per il rapporto che lega i coniugi hanno rilevanza i diritti e i doveri dei coniugi stessi, la sepazione e lo scioglimento o la cessazione, i rapporti patrimoniali. I presupposti assolutamente indispensabili in assenza dei quali non può parlarsi di matrimonio:

  • i contraenti non devono essere persone dello stesso sesso;
  • devono dichiarare reciprocamente di volersi unire come marito e moglie;
  • deve celebrarsi di fronte all’ufficiale di Stato Civile o davanti al ministro di culto prescelto.

Come: trascorsi i tre giorni successivi alla pubblicazione di cui all’articolo 99 del codice civile senza che sia stata fatta alcuna opposizione, l’ufficiale dello Stato Civile può procedere alla celebrazione del matrimonio. Il certificato di eseguite pubblicazioni ha una durata di 6 mesi entro il quale il matrimonio deve essere celebrato.


Pubblicazioni di matrimonio

Lo scopo della pubblicazione di matrimonio è di accertare che i richiedenti siano in possesso di tutti i requisiti e che tutti vengano a conoscenza dell’intenzione delle due persone di sposarsi, affinché chiunque sappia della presenza di impedimenti possa fare le previste opposizioni.
Le condizioni necessarie per contrarre matrimonio sono dettagliatamente indicate dall’art. 84 all’art. 89 del Codice Civile:

  • art. 84 - età: gli sposi devono aver compiuto 18 anni, ma possono essere ammessi al matrimonio anche dopo i 16 anni, previa autorizzazione del Tribunale per i Minori.
  • art. 85 - interdizione per infermità mentale: non può contrarre matrimonio l’interdetto per infermità mentale.
  • art. 86 - libertà di stato: i richiedenti non debbono essere vincolati da precedente matrimonio valido agli effetti civili.
  • art. 87 - mancanza di rapporti di parentela o affinità.
  • art. 88 - delitto: non deve esserci condanna per omicidio (anche se solo tentato) sul coniuge dell’altra persona.
  • art. 89 - divieto temporaneo di nuove nozze: riguarda la donna per la quale il precedente matrimonio sia stato sciolto, annullato o per il quale siano stati dichiarati cessati gli effetti civili. Necessita che siano trascorsi 300 giorni dalla data delle relative sentenze.


Come: la richiesta di pubblicazione viene fatta presso l’Ufficio di Stato Civile da uno o da entrambi gli sposi, con scrittura privata non autenticata. In caso di minore  autorizzato a celebrare matrimonio dal Tribunale per i Minorenni, l’incarico è dato a chi ne esercita la potestà. La pubblicazione deve essere richiesta all’ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza di uno dei nubendi, il quale provvederà poi a richiederla all’altro Comune eventualmente competente con riguardo alla residenza dei nubendi stessi.

Procedura delle pubblicazioni di matrimonio:

  • l’ufficiale dello stato civile deve redigere un processo verbale con i dati dei nubendi, richiedere la pubblicazione nel Comune di residenza degli sposi (solamente nel Comune di ultima residenza) e provvedere all’affissione dell’atto di pubblicazione;
  • l’ufficiale dello stato civile dovrà ricevere dichiarazione degli sposi relativa al possesso dei requisiti richiesti ed alla mancanza di impedimenti, dovrà poi accertare d’ufficio quanto dichiarato ed acquisire la documentazione necessaria;
  • anche nel caso in cui fosse stato contratto precedentemente vincolo, sarà l’ufficiale dello stato civile ad accertare se esistono le condizioni previste dall’art. 89 del Codice Civile;
  • la pubblicazione avrà la durata di otto giorni consecutivi;
  • l’eventuale opposizione al matrimonio deve essere proposta al Presidente del Tribunale competente.


N.B.: in caso di un minore autorizzato al matrimonio dal Tribunale per Minori occorre copia del relativo decreto, se, invece, è un cittadino straniero che vuole contrarre matrimonio in Italia occorre il nulla osta (art. 116 del Codice Civile) rilasciato dall’autorità competente del proprio paese, nel quale venga indicato che secondo il proprio ordinamento giuridico non vi sono ostacoli al matrimonio.

Costi: la pubblicazione sarà corredata da marca da bollo e 14,62. Nel caso di due comuni interessati, al momento della firma del verbale di pubblicazione, si  dovranno consegnare 2 marche da bollo da e 14,62.

 

 

Celebrazione del matrimonio

In Italia può essere celebrato il matrimonio civile, interamente regolato dal Codice Civile, o il matrimonio concordatario o celebrato
secondo i riti di altre fedi, regolato dal Codice Civile e dalle leggi speciali,
anche se le condizioni per contrarre matrimonio sono sempre le
stesse senza tener conto della forma di celebrazione.

 

Matrimonio civile

Il matrimonio civile viene celebrato dall’ufficiale di stato civile al quale fu richiesta la pubblicazione (art. 106 del Codice Civile), ma può essere celebrato anche in altro Comune se gli sposi presentano istanza in tal senso e l’ufficiale di stato civile competente richiede a quello scelto dagli sposi di celebrare il matrimonio con apposita delega. Sono previsti particolari requisiti di forma: in una sala aperta al pubblico, di fronte a due testimoni, l’ufficiale di stato civile dovrà indossare la fascia tricolore e leggere gli artt. 143, 144, 147 del Codice Civile, dovrà ricevere la dichiarazione degli sposi di volersi unire come marito e moglie, dichiararli uniti in matrimonio e, infine, sottoscrivere l’atto insieme agli sposi ed ai testimoni. L’ufficiale di stato civile celebrante potrà ricevere le dichiarazioni relative alla scelta del regime patrimoniale (art. 162 del Codice Civile). La celebrazione del matrimonio deve avvenire nella casa comunale: tale principio può essere derogato qualora uno degli sposi, per infermità od altro impedimento grave, sia impossibilitato a recars presso la sede comunale (art. 110 del Codice Civile). In questo casosarà l’ufficiale di stato civile a recarsi nel luogo ove trovasi lo sposo impedito ed a celebrare il matrimonio in presenza di quattro testimoni e del Segretario comunale. Diversa è l’ipotesi del matrimonio celebrato in imminente pericolo di vita fuori dalla casa comunale (art. 101 del Codice Civile): per l’urgenza e la gravità della situazione si prescinde dagli accertamenti e dalla pubblicazione essendo solamente sufficiente che gli sposi giurino che non esistono tra loro impedimenti che non siano dispensabili. Anche in questo caso sono necessari il Segretario comunale e i quattro testimoni. Il matrimonio per procura (art. 111 del Codice Civile) è previsto solamente per i militari e le persone a seguito delle forze armate, quando uno degli sposi risiede all’estero e non possa rientrare in Italia per gravi motivi che saranno valutati dal Tribunale che dovrà concedere la prescritta autorizzazione.

Come: rivolgendosi presso l’ufficio di Stato Civile e presentando istanza per la celebrazione del matrimonio concordando il giorno di ultilizzo della sala ricevimenti del comune.

 

Matrimonio concordatario (legge 27 maggio 1929 n. 847)

È sicuramente il matrimonio religioso maggiormente celebrato in Italia: si tratta del matrimonio della Chiesa Cattolica che acquista effetti civili nel rispetto delle disposizioni del concordato del 1929 n. 847, ovviamente con le modifiche e le abrogazioni apportate dall’accordo del 1985.
Affinché il matrimonio canonico produca effetti civili è necessario che:

  • le pubblicazioni civili contengano la richiesta del parroco competente;
  • l’ufficiale di stato civile rilasci il nulla osta al matrimonio previsto dall’art. 7 della legge 847;
  • vi sia una richiesta di trascrizione nei registri di stato civile da parte del parroco allegando un originale dell’atto di matrimonio;
  • il matrimonio venga effettivamente trascritto nei registri di stato civile;
  • la richiesta di trascrizione deve essere trasmessa dal parroco all’ufficiale di stato civile entro 5 giorni dalla celebrazione del matrimonio.

Come: rivolgendosi presso il parroco della chiesa prescelta.

UTILIZZO SALA RICEVIMENTI PER IL MATRIMONIO CIVILE

La celebrazione del matrimonio civile avviene sul Municipio in una sala aperta al pubblico, è un’istituzione gratuita, mentre sono assoggettabili a tariffa eventuali prestazioni aggiuntive. È consentito, a richiesta degli sposi, utilizzare per la celebrazione del matrimonio civile la sala ricevimenti della sede municipale, verificatane la disponibilità. La celebrazione del matrimonio civile, che a richiesta delle parti avviene nella predetta sala ricevimenti, è subordinata al versamento di una tariffa determinata dall’organo competente.

Come: per l’uso della sala ricevimenti del Municipio gli sposi devono compilare un modulo e provvedere al versamento presso la Tesoreria comunale della somma dovuta. Il predetto modulo compilato, unitamente alla fotocopia della ricevuta dell’avvenuto pagamento della tariffa, dovrà essere consegnato, almeno sette giorni lavorativi precedenti la data della cerimonia, all’Ufficio dello Stato Civile che deve dare le disposizioni necessarie e garantire che i servizi richiesti siano regolarmente prestati

Costi:

  • € 313,59 per l’utilizzo della sala comunale di ricevimento in giorno non festivo;
  • € 365,85 per l’utilizzo della sala comunale di ricevimento in giorno festivo.

 

 

Matrimonio di culti ammessi (legge 24 giugno 1929 n. 1159)

Si tratta dei matrimoni celebrati secondo il rito di uno dei culti ammessi dallo Stato ed acquistano validità agli effetti civili. Le pubblicazioni si effettuano come per il matrimonio civile solo che gli sposi devono dichiarare l’intenzione di contrarre matrimonio secondo il culto di appartenenza. L’ufficiale dello stato civile rilascia un’autorizzazione con il nome del Ministro di culto e con gli estremi dell’approvazione governativa della nomina del Ministro stesso.
La celebrazione può avvenire o nel Comune di residenza del Ministro di Culto che, come previsto dall’art. 21 della legge 1159/1929 deve essere cittadino italiano, o nel Comune di residenza degli sposi, o in un altro Comune purché sia compreso nel territorio della Provincia in cui il Ministro è autorizzato a svolgere le proprie funzioni.

Come: rivolgendosi presso il Ministro del Culto prescelto.

 

Scioglimento, cessazione effetti civili, nullità del matrimonio

Il matrimonio si scioglie o cessano gli effetti civili dello stesso in conseguenza della morte certa o presunta di uno dei coniugi. Il matrimonio può sciogliersi o  cessare gli effetti civili a seguito di sentenza emessa ai sensi della legge 1.12.1970 n. 898 e successive modifiche con la legge 6.3.1987 n.74, o a seguito di sentenza pronunciata all’estero e riconosciuta in Italia ai sensi della legge 218/1995. L’annotazione sull’atto di matrimonio della sentenza è di fondamentale importanza, la definitività della sentenza si produce dal momento in cui la sentenza viene pubblicata con il deposito in cancelleria. Le annotazioni relative alla separazione personale o alla domanda di divorzio vanno regolarmente effettuate a margine dell’atto di matrimonio. Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili possono anche essere pronunciati all’estero dall’autorità giudiziaria competente e della relativa sentenza può essere richiesto riconoscimento in Italia. La nullità del matrimonio può derivare da una delle cause previste dal Codice Civile ed è accertata direttamente dal Tribunale Civile o, per ilmatrimonio concordatario, può essere pronunciata con sentenza del Tribunale Ecclesiastico ed in tal caso è necessario che la Corte d’Appello la dichiari efficace nel territorio dello Stato  italiano.

 

Riconciliazione

I coniugi possono far cessare gli effetti della separazione legale mediante un atto in cui manifestano la loro riconciliazione.

Come: presentandosi entrambi presso l’Ufficio di Stato Civile dove è avvenuto il matrimonio o presso l’ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza per redigere l’atto di riconciliazione.

 

 

Decesso

Denuncia e Atto di morte

La denuncia di morte deve essere fatta all’Ufficiale dello Stato Civile dove è avvenuto l’evento.
L’ufficiale può immediatamente formare l’Atto di morte, ma non può rilasciare il permesso al seppellimento se non ha acquisito il certificato del medico necroscopo che accerta il decesso (art. 74 D.P.R. 396/2000) e la sepoltura non può avvenire se non dopo le 24 ore dal decesso. Il certificato necroscopico non è indispensabile per rendere la dichiarazione di morte, ma lo è per rilasciare l’autorizzazione al seppellimento.
Tale aspetto procedurale viene confermato dai tempi previsti dalle diverse disposizioni per il rilascio dei documenti in questione.

Come e quando:

  • la denuncia di morte deve avvenire entro 24 ore dal decesso;
  • il certificato del medico necroscopo non può essere rilasciato prima di 15 ore dal decesso e non oltre le 30 ore (art. 4 D.P.R. 10.9.1990 n. 285);
  • entro 24 ore dall’accertamento del decesso (e quindi dall’acquisizione del certificato necroscopico) deve essere denunciata la causa di morte al Sindaco con apposta scheda ISTAT (art. 1, comma 6, del D.P.R. 285/1990);
  • la sepoltura non può essere autorizzata dall’ufficiale di stato civile se non sono trascorse 24 ore dal decesso.

 

Morte in ospedale, collegio, istituto

Come: in caso di decesso avvenuto in ospedale, collegio, istituto o stabilimento qualsiasi: il Direttore o il delegato da parte dell’amministrazione deve trasmettere all’ufficiale dello stato civile del Comune ove trovasi la struttura della quale è responsabile, un avviso con i dati relativi alla morte della persona, oltre, ovviamente, alla scheda ISTAT.

 

Morte violenta (art. 77 D.P.R. 396/2000)

Come: in caso di morte violenta, l’ufficiale dello stato civile non potrà rilasciare il permesso di seppellimento se non sia intervenuta l’autorità giudiziaria e non sia stato rilasciato il nullaosta alla sepoltura.

 

Trasporto di salme fuori comune

L’autorizzazione al trasporto deve essere emessa sia in caso di trasporto all’interno del territorio comunale sia se diretto in altro comune.
È un atto amministrativo soggetto ad imposta di bollo nella domanda. Il trasporto è autorizzato non dal sindaco ma dalla ASL, in caso di prodotti abortivi, e dall’autorità giudiziaria. Per il trasporto all’estero o dall’estero, occorre verificare se trattasi di Paesi aderenti alla Convenzione di Berlino del 10.2.1937: in tal
caso occorre seguire le procedure previste dalla Convenzione stessa, mentre in caso contrario occorre applicare gli artt. 28, 29, 30 del D.P.R. 285/1990.
In ogni caso è necessario il passaporto mortuario rilasciato dal Prefetto per le salme da estradare e dalla corrispondente autorità straniera per la salma da introdurre in Italia.

Come: all’atto della Denuncia di morte va presentata istanza al sindaco per l’autorizzazione al trasporto.

 

Morte su mezzi di trasporto

Se la morte avviene in treno, l’ufficiale dello stato civile del Comune
dove si trova la stazione riceverà un avviso con gli estremi del decesso
a cura del capostazione.
Se la morte avviene in aereo, il comandante dell’aereo denuncerà la
morte al direttore dell’aeroporto il quale redigerà un processo verbale
che verrà trasmesso all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza
del defunto.
Se la morte avviene durante un viaggio in mare, l’atto viene formato
dal commissario di marina e dal comandante che svolgono le funzioni
di ufficiali di stato civile secondo il codice della navigazione.

 

Decesso di un cittadino straniero

Nel caso di decesso di un cittadino straniero si dovrà trasmettere copia dell’atto di morte al Ministero degli Affari Esteri per l’inoltro al competente consolato.


Morte presunta

Riguarda l’ipotesi di morte presunta prevista dal Codice Civile. Il procedimento ha inizio da quando una persona, allontanatasi dalla sua dimora abituale, non fa più avere notizie di sé: il Tribunale può prendere atto della scomparsa della persona e nominare un curatore dei beni, dopo dieci anni può aversi sentenza che dichiari la morte presunta.

Come: presentando all’Ufficio di Stato Civile la sentenza che dichiari la morte presunta.

 

Cremazione

Per quanto riguarda la cremazione, l’autorizzazione viene rilasciata dal Sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso e deve risultare da precisa volontà del defunto di essere cremato.

Come: all’atto della Denuncia di morte presentare la volontà alla cremazione espressa in uno dei seguenti modi:

  • estratto di disposizione testamentaria rilasciata dal notaio;
  • dichiarazione sostitutiva di notorietà con cui il coniuge o il parente più prossimo del defunto manifesta le volontà del defunto stesso ad essere cremato;
  • dichiarazione in carta libera redatta dal medico curante o dal medico necroscopo, con firma autenticata del coordinatore sanitario, dalla quale sia escluso il sospetto di morte dovuta a reato.